lunedì 7 novembre 2016

RECENSIONE "NECROTICA. TRAMA DI UN SOGNO E SOTTILE RASO D'INCUBO" DI JESSICA TOMMASI




"L’Immortalità ha da sempre affascinato l’uomo. Sacerdoti, alchimisti, ricercatori basano i loro studi per prolungare la vita umana quanto più possibile, per combattere la paura della morte.
Poi ci sono i Vampiri.
Il lapislazzuli non protegge dalla luce del sole, che è rigorosamente vietata.
I sentimenti scemano pian piano, lasciando solamente una gran collera dentro di te, una furia incapace di essere colmata anche col sangue. Doversi attenere a Patti Antichi andando contro il tuo essere, dover rifuggire le persone che si amano, con cui si è stretto un profondo legame. Dover mentire sulla propria identità, sulla propria età, mostrarsi più stolti ed ignoranti di quanto non si è davvero. Dover custodire il segreto dei Secoli passati. Dover combattere contro superstizioni umane. 
È la dannazione, non il raggiungimento della Perfezione.
I Figli vanno scelti con cura. Coloro che hanno un animo predisposto all'adattamento e alla sapienza. Coloro che sono pronti a rinunciare a tutto, senza paura, seppur con riverenza. Coloro che non pongono mai interrogativi, ma sottomettono il loro volere ai più Anziani. Coloro che sono fedeli e che mai mostrano pentimento.
Quindi pensateci. Pensateci prima di compiere un passo su un terreno instabile e pregno di dolore, di rabbia, d’insoddisfazione, di vendetta.
Questa è la Condanna più grande che Dio potesse dare."

Buon pomeriggio cari Friends Readers.
Oggi vi presento una silloge poetica, una raccolta di poesie, scritta da un’autrice italiana, Jessica Tommasi dal titolo "Necrotica. Trama di un sogno e sottile raso d'incubo".   
Non ho mai recensito una poesia perché ho sempre pensato che, per poter giudicare un verso, ci sia bisogno di una certa preparazione, innanzitutto, e una certa sensibilità. Vuoi o non vuoi una critica da muovere a un autore – che sia positiva o negativa – quando  si tratta di una storia è facile a scriversi… le parole vengono da sé. Per quanto riguarda una poesia, invece, bisogna prima di tutto porsi delle domande: “Cosa ha voluto trasmettermi l’autore?”; “Ho ben inteso il messaggio che mi ha voluto lasciare?”; “Perché ha utilizzato quel tipo di linguaggio o proprio quel termine?”.
Almeno questo è quello che penso e non me ne voglia l’autrice se riesco a dire ben poco su questo suo lavoro. Non perché non meriti, anzi… piacerebbe anche a me una volta nella vita scrivere dei versi con quel linguaggio ricercato tipico dei poeti.
Comincerò dunque col dire che, nelle poesie dell’autrice, il riferimento alla figura del vampiro è chiaro… già dal titolo “Necrotica” si evince facilmente il tema ricorrente.
Necrosi deriva dal greco nekrόs=cadavere, e indica l’insieme di fenomeni morfologicamente osservabili cui la cellula va incontro in seguito a morte prematura per cause non naturali (il mio libro di biologia ogni tanto serve a qualcosa XD).
La raccolta contiene 55 componimenti che sono stati composti in sette anni di ricerca e studio - come ci dice l'autrice nella stessa silloge. 
L’ambientazione su cui si snodano i versi è gotica – come è giusto che sia dato il tema trattato – e il linguaggio che usa, come ci viene anche spiegato nella prefazione a cura di T.S. Mellony, è ben studiato e non usato a sproposito.
La poesia che ha catturato maggiormente la mia attenzione è stata Obsecration.

Uccidimi
Per tutte le volte che ho rinunciato a vivere, lasciandomi vivere senza agire.
Perdonami
Per tutte le volte che non sono stata abbastanza forte e coraggiosa da affrontare il Sole.

Nella raccolta è presente anche una playlist che ho trovato molto interessante e che coinvolge ulteriormente il lettore durante la lettura delle poesie. 
Alla fine della silloge, c’è un racconto bonus breve che penso sia l’incipit di un romanzo a cui sta lavorando l’autrice e che sicuramente sarò in grado di recensire meglio.
Consiglio comunque il romanzo sia agli amanti delle poesie in generale che agli amanti del gotico che vogliono leggere qualcosa di diverso dal solito romanzo sui vampiri.

VOTO:


E voi? Avete letto questa silloge poetica? Cosa ne pensate?
Fatemelo sapere nei commenti. 

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