giovedì 29 settembre 2016

RECENSIONE "1986" di Giuseppe Ottomano







Una cospicua eredità permette a Tommy e Andrea, due giovani e simpatici cialtroni, di intraprendere un viaggio lungo l’Europa per coronare la propria passione: la caccia alle ragazze. Malgrado i ripetuti insuccessi, dovuti in parte all’inettitudine e in parte alla malasorte, non desisteranno mai dal loro proposito originario. Affronteranno così un viaggio trentennale senza meta, che si trasformerà in una sorte di “ricerca del Santo Graal” in chiave moderna e dissacrante. L’intera azione si svolge in un 1986 immutabile, in cui il contesto storico di ogni anno si ripete sistematicamente. In un romanzo sospeso tra la fantascienza e il grottesco, una ridicola coppia di aspiranti seduttori, che rimanda a “Il sorpasso” di Dino Risi, vive una serie di avventure sul filo del mistero dello scorrere del tempo.

Chi di voi, come me, non ha mai sognato di lasciare tutto e partire? 
Se poi c’è di mezzo anche una cospicua eredità, ecco che il viaggio può durare per tutta la vita.
È quello che succede a due amici ventenni, Tommy detto Orsetto e Andrea, che si ritrovano a essere ereditieri grazie al loro professore che gli lascia una bella somma di denaro. Finalmente non hanno più bisogno di trovare un lavoro che nemmeno avevano tanta voglia di cercare e possono vivere di rendita senza preoccuparsi di niente. E così, un giorno, decidono di partire per visitare l’Europa. 
Musei, opere architettoniche, paesaggi da cartolina… ecco che tutto ciò che di solito si cerca di visitare durante un viaggio, per i nostri due giovani amici si trasforma in un solo obiettivo: conoscere delle ragazze. Non importa se sono bionde o brune, intelligenti o un po’ svampite, della loro età o di qualche anno più grandi… alla fine sembra quasi che l’importante sia che respirino!
Attraverseremo la Francia con Nizza, la Spagna con Marbella, l’Olanda con Amsterdam, fino ad arrivare in Germania con Berlino e lo scopo finale di Tommy e Andrea sarà sempre lo stesso. (Sembra una vera e propria ossessione!).
Gli anni passano ma i due amici sembrano non cambiare mai di una virgola; è come se non avessero mai abbandonato gli anni Ottanta o, per meglio dire, è il 1986 ad averli incatenati nel suo contesto storico.
Com'è possibile rivivere il medesimo anno e restare sempre giovani nonostante l’incedere del tempo? Solo alla fine del romanzo, cari lettori, riuscirete a venire a capo di questo che sembra un vero e proprio grattacapo.
Il romanzo di Giuseppe Ottomano è un racconto che unisce il fantasy distopico alla commedia all'italiana. 
I due giovani amici sono una coppia divertente, frizzante e mai noiosa. Mentre Tommy è un ragazzo timido, impacciato e poco loquace, Andrea è un trascinatore, logorroico e dalla mano lesta.
Conosceremo personaggi strani, rideremo delle battute di Andrea che sembra un comico nato e andremo a spasso nel tempo.
Unica nota negativa che mi sento di dare al romanzo riguarda il finale... troppo frettoloso a parer mio. Non so, avrei preferito una spiegazione più dettagliata su quello che accadde nel lontano 1986 ai due ragazzi (non vi spiego nel dettaglio per evitare spoiler) e sul mondo distopico creato dall'autore in cui i due ragazzi sono intrappolati.
Nonostante questa piccola parentesi, il romanzo resta una lettura piacevole che mi sento di consigliare a chi cerca una storia ironica, quasi surreale e che vorrebbe che il tempo non si fermasse mai.

VOTO:



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