lunedì 26 settembre 2016

GRAMMATICHIAMO-SPAZIO ALL'ITALIANO

Eccomi oggi, cari amici lettori, a inaugurare una nuova rubrica a cadenza casuale rivolta  soprattutto a chi - come me - ama scrivere: "Grammatichiamo-spazio all'italiano". 

Ho pensato, infatti, di raccogliere in questa rubrica le nozioni fondamentali della lingua italiana.
Lungi da me fare lezione di italiano (non ne sarei nemmeno capace perché la prima a commettere errori sono proprio io XD), ma mi sembrava un ottimo spunto anche per chi sta muovendo i suoi primi passi come scrittore.
Ogni tanto posterò un articolo in cui vedremo come usare la punteggiatura, la differenza tra apostrofi e accenti, l’uso dei sinonimi e contrari; insomma ciò che uno scrittore ha bisogno di conoscere  sull'uso della grammatica italiana (che credo sia la lingua più difficile al mondo: QUANTE REGOLE!!!).
Ovviamente le regole che citerò in questi articoli sono raccolte nel mio libro di grammatica italiana delle scuole medie (eh no, purtroppo non le ho inventate io XD)
Ok, sono stata troppo seria in questo post… diciamoci pure la verità! Questi articoli sono prima di tutto utili a me, come autore emergente, che ha pubblicato il suo primo libro da poco e che sta scrivendo la bozza del secondo.
Detto ciò, oggi cominceremo a conoscere la PUNTEGGIATURA (questa sconosciuta soprattutto sui social o negli sms XD).

LA PUNTEGGIATURA
I segni d’interpunzione  vengono utilizzati all'interno di un discorso per renderlo più chiaro e fluido e per dare le giuste pause. Parliamo della VIRGOLA, IL PUNTO E VIRGOLA, I DUE PUNTI, IL PUNTO, IL PUNTO INTERROGATIVO, IL PUNTO ESCLAMATIVO, I PUNTI SOSPENSIVI, LE VIRGOLETTE, I CAPORALI, LA LINEETTA, LE PARENTESI, IL TRATTO D’UNIONE.

La virgola (,) sta a indicare una breve pausa fra due parole. Viene di norma utilizzata per separare un vocativo, per enumerare, dopo alcuni avverbi, davanti a sebbene, affinché, ma, però, anzi. Si omette invece quando vengono usate le congiunzioni e, ovvero, né.
Il punto e virgola (;) indica una pausa più lunga della virgola e serve a separare due parti di uno stesso periodo o per segnare che tra due ordini di circostanze c'è una differenza o addirittura un'opposizione: ad esempio, Quando vidi che tutti mi fissavano, mi colse l'imbarazzo; tuttavia non mi persi di coraggio e risposi.
due punti (:) si adoperano:
a) per introdurre una frase esplicativa: L'anima dell'astuto è come la serpe: liscia, lucente, lubrica e fredda (Tommaseo);
b) quando si riportano parole o discorsi altrui. In questo caso, i due punti sono seguiti da una lineetta o da virgolette e dall'iniziale maiuscola: ad esempio, Il sapiente Socrate ebbe a dire: "Questo solamente io so, di non saper nulla".
c) quando segue un elenco, una enumerazione: ad esempio, Le proposizioni subordinate possono essere di vario tipo: interrogative, oggettive, finali, ecc.

    
Il punto fermo (.) segna la pausa più lunga e si adopera alla fine di un periodo: E' mia vecchia abitudine dare udienza, ogni domenica mattina, ai personaggi delle mie future novelle (Pirandello). Il punto si pone anche al termine delle abbreviazioni (ecc., part., sm., avv.) o tra le lettere di una sigla (O.N.U., C.G.I.L.) e - in questo caso - l'ultimo punto non è seguito da lettera maiuscola.

Il punto interrogativo (?) segna una frase interrogativa diretta (?). Se l'interrogazione è indiretta (?) non si pone il punto interrogativo: ad esempio,Cosa dice?; Dimmi cosa dice; Dimmi: Cosa dice?. Il terzo esempio indica una interrogazione diretta, dipendente da un verbo asseverativo (?).
Se il punto interrogativo chiude un periodo, la parola seguente si scrive con la maiuscola; se invece si succedono più interrogazioni, dopo ogni punto interrogativo potrà seguire la lettera minuscola: ad esempio, Dove sei stato? Ti ho cercato tutto il giorno; Chi è stato? chi ha rotto il vetro? Il punto interrogativo si scrive dopo gli incisi racchiusi entro parentesi, mentre si omette talora dopo gli incisi racchiusi tra due virgole: ad esempio, Il capo non sapeva (e chi avrebbe dovuto dirglielo?) che alcuni avevano tradito; Un giorno, chi sa, potremo incontrarci ancora. Il punto interrogativo si pone anche tra parentesi dopo una frase o una parola, specie di altro autore, per indicare ironia o incredulità: ad esempio, Il professor (?) Alessi sostiene il contrario.

Il punto esclamativo (!) si pone alla fine di una frase per esprimere stupore, meraviglia, dolore ovvero uno stato d'animo eccitato: Com'era bello!; Chi l'avrebbe sperato!
Si pone anche nel mezzo della frase creando una pausa qualitativaQuando ti vidi, ahime!, mi sentii mancareIl punto esclamativo si pone anche tra parentesi dopo una frase o una parola riferite da altro autore, quasi come lapidario commento: La nostra proposta fu giudicata "paradossale" (!).

Il punto misto (!?), formato dal segno esclamativo e da quello interrogativo, esprime sorpresa, meraviglia, incredulità: ad esempio, Ha mentito. Possibile!? La parola seguente si scrive con la maiuscola.

puntini sospensivi (...) indicano una interruzione del discorso, una pausa eloquente, una reticenza: Cominciò: se io... ma non finì; Non vorrei che...; Se posso... Se non le dispiace... (Pirandello); A buon intenditor... 
I puntini di sospensione si usano: 
1) per preparare il lettore a una metafora ardita: ad esempio, Direi quasi che cantava... in punta di piedi;
2) per invitare il lettore a trarre le sue conclusioni al termine di un racconto o di un articolo; 
3) all'inizio e alla fine di una citazione, al posto di quanto precede o di quanto segue: "...mi ritrovai per una selva oscura..."

4) alla fine di una serie per indicare che la serie stessa continua: Primo, secondo, terzo...

Dopo i puntini si usa la maiuscola solo se essi indicano la fine di un periodo.
  
     Le virgolette («...» oppure "...") servono a racchiudere un discorso diretto, a mettere in rilievo una parola o un elemento della frase, oppure a introdurre una citazione: "In che posso ubbidirla?" disse don Rodrigo, piantandosi in piedi in mezzo alla sala (Manzoni). Considera che la parola "piano" può avere più significatiCesare disse: "Il dado è tratto".
     
     La lineetta (-) sostituisce spesso le virgolette, specialmente nei dialoghi: Carlo disse: - Dove
     vai? - E Giorgio rispose: - Vado a trovare un amico.

     La parentesi tonda ( ) serve a racchiudere parole o proposizioni che non hanno una relazione necessaria con il resto del discorso. La parentesi è duplice: una di apertura e una di chiusura: ad esempio, Luigi (chi lo direbbe?) è stato promosso senza esame.

     Il trattino o tratto d'unione (-) serve a indicare al termine di una riga che la parola è spezzata e che continua nella riga seguente. Viene anche usato per congiungere i termini di parole composte: ad esempio l'accademia scientifico-letteraria, il confine italo-austriaco.
        
     L'asterisco (*) può servire come richiamo per le annotazioni a piè di pagina. Se l'asterisco viene ripetuto per tre volte, sostituisce un nome proprio di luogo o di persona che non si sa o che si vuole tacere : Il padre Cristoforo da *** era un uomo più vicino ai sessanta che ai cinquant'anni (Manzoni)
     
    La partentesi quadra ([ ]) chiude parole estranee al testo, aggiunte per chiarimento : Quel grande [Petrarca] alla cui fama è angusto il mondo, per cui Laura ebbe in terra onor celesti (Alfieri).

Ed eccoci arrivati alla fine di questo articolo. Spero possa avervi interessato e non annoiato. Se ci sono autori emergenti tra voi, che si facciano avanti senza paura ;) 


Alla prossima 
Federica

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